Dati di Produzione

Le versioni della Beta Montecarlo sono principalmente cinque e si dividono in tre serie:

La prima serie viene posta in vendita dal 1975 al 1978, mentre la seconda serie dal 1979 al 1982. La seconda serie perde il nome “Beta” e rimane solo Lancia Montecarlo.
Entrambe le serie sono disponibili nella versione coupé o targa.
Per il mercato americano viene prodotta la serie Scorpion nella sola versione targa.

Esemplari prodotti Prima Serie (specifiche tecniche)

ß Montecarlo Targa, Guida Sinistra – esemplari prodotti: n. 1423
ß Montecarlo Targa, Guida Destra – esemplari prodotti: n.  334
ß Montecarlo Coupè, Guida Sinistra – esemplari prodotti: n.  1623
ß Montecarlo Coupè, Guida Destra – esemplari prodotti: n.  455

Esemplari prodotti Seconda Serie (specifiche tecniche)

Montecarlo Targa, Guida Sinistra – esemplari prodotti: n.  564
Montecarlo Targa, Guida Destra – esemplari prodotti: n.  253
Montecarlo Coupè, Guida Sinistra – esemplari prodotti: n.  951
Montecarlo Coupè, Guida Destra – esemplari prodotti: n.  172

Esemplari prodotti Scorpion (specifiche tecniche)

Scorpion Targa, Guida Sinistra – esemplari prodotti: n.  1801

Dopo la presentazione e la buona commercializzazione, nel ’76 si pensa al mercato statunitense. Nasce così la versione Scorpion, che perde il nome Montecarlo per non creare equivoci con il modello della Chevrolet. Il motore viene depotenziato per ridurre le emissioni inquinanti, vengono modificati i paraurti, le luci anteriori, vengono installate le luci laterali posteriori. La versione Targa (come la sorella X1/9) ha il tetto in tela ripiegabile nello spoiler posteriore, al lato rimangono quindi i montanti del cielo.

La linea della Beta Montecarlo ricorda per tanti motivi quella di altre invenzioni nate dal genio di Pininfarina. Le pinne posteriori, la griglia di sfogo del motore, i due posti secchi, la distribuzione dei pesi (tutto dietro), sono per molti aspetti simili alla Ferrari. Negli anni sono infatti molti i kit di tuning legati alla Montecarlo che cercano di imitare la Rossa di Maranello (ad incominciare dai fari tondi posti sul retro). Inoltre esistono kit in vetroresina per realizzare un’auto meno pesante. Ma qui usciamo da quello che è lo spirito delle auto “classiche”: l’ originalità.

Le uniche evoluzioni estetiche apparse nella seconda serie sono le pinne posteriori diventate trasparenti per facilitare la visibilità posteriore, la mascherina anteriore con nuovo disegno, le frecce anteriori bicolori, i cerchi in lega di nuovo disegno. All’interno viene preferito il tessuto alla finta pelle. Vengono rivisti alcuni particolari all’interno, viene dotata di vetri elettrici.

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